| La principessa e il ranocchio |
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La principessa qui è una principessa del carnevale (quindi di sangue plebeo), è una mulatta (il modello per i disegnatori è chiaramente Halle Berry). Perché mulatta? Perché la Disney ci teneva a ricordare che è stata la prima produzione multietnica di Hollywood (“I racconti dello zio Tom”). Il ricordo ha funzionato tanto bene che la pubblicità ha voluto lanciare “La principessa e il ranocchio” come il primo cartone dell’epoca Obama (ma gli autori negano, han cominciato a preparare il film quando Barack era solo un illustre sconosciuto). Allo stato di rospo, il principe Naveen c’è arrivato a causa di una maledizione venuta da un rito vudù. Il responsabile del rito è il dottor Facilier, disegnato con i tratti consueti del “cattivo” disneyano” (da “Aladdin” a “La spada nella roccia”). Ma i mandanti del crimine sono i cortigiani del principe (le motivazioni sono però aggiornate al 1913, la congiura di palazzo ha come obiettivo una speculazione edilizia). Bene, Tiana bacia il rospo, il rospo torna umano e bello, ma prima di vivere felici e contenti i due avranno il loro daffare. Il dottor Facilier è un osso duro e così i suoi complici. Piacerà non solo agli under 10, ma anche per una volta ai loro genitori. La principessa e il ranocchio è fatto alla vecchia maniera, disegnato a mano, mossa su mossa, senza intervento del digitale (un miracolo di questi tempi dove col “digital” si fa tutto). Un procedimento che è stato (e resta) costosissimo. Un lusso che la Disney ha pensato bene di prendersi (per la gioia dei suoi vecchi fan) anche perché sa di poterlo compensare con gli incassi dei suoi prodotti realizzati in economia. E il pubblico naturale dei “cartoni”, cioè gli under 10? Avrà anche quello ragione di gioire. Qual è stata, sempre, l’arma vincente della Disney da “Biancaneve” ai tempi nostri (vale a dire da oltre settant’anni a questa parte)? Ma i caratteristi, i personaggi minori. Cos’era “Bambi” senza il leprotto Tamburino, la puzzola e il gufo sapiente? E come poteva funzionare “Biancaneve” senza i nani caratterizzati dal primo all’ultimo? Beh, qui i nostalgici troveranno un bel po’ di personaggini da aggiungere alla loro personale galleria disneyana. Dall’alligatore trombettista alla lucciola con l’accento francese, ai rospi col cuore di marzapane. GUARDA LA PRINCIPESSA E IL RANOCCHIO IN ALTA DEFINIZIONE |

















